LA DISPLASIA DEL GOMITO
Dott. Giuliano Pedrani
Medico Veterinario
Specialista in Patologie e Clinica degli animali da affezione
Membro della Commissione Centrale di lettura patologie scheletriche congenite e /o ereditarie Dott. Ferdinando Asnaghi
Medico Veterinario
Specialista in Patologie e Clinica degli animali da affezione indirizzo ortopedico
Membro della Commissione Centrale di lettura patologie scheletriche congenite e /o ereditarie
Negli ultimi decenni si è iniziato a discutere a livello internazionale di un complesso di patologie che interessano l’ articolazione del gomito.
Soltanto a partire dal 1989 si è costituito l’ IEWG (International Elbow Working Group) che si è assunto il compito di identificare, definire e classificare gli aspetti patogenetici e le manifestazioni cliniche della displasia del gomito (ED). L’ IEWG si è fatto carico anche di promuovere iniziative utili a informare veterinari, allevatori e detentori di animali predisposti alla ED sulle possibilità di diagnosi precoce, eventuale terapia e soprattutto sulla opportunità di effettuare un programma di ricerca volto alla identificazione ed alla selezione dei riproduttori per ridurre l’ incidenza di tale patologia.
EZIOPATOGENESI
L’ osteocondrosi è la causa più accreditata come originaria per la determinazione di UAP, FCP e OCD (vedi TABELLA 1). Il precursore cartilagineo non evolve in maniera normale in tessuto osseo in seguito a disturbi nutritivi della cartilagine stessa, e molto spesso diete ipercaloriche, iperproteiche o eccessivo apporto di calcio e/o vitamina D possono complicare la situazione.
Secondo altri autori la crescita asincrona delle singole ossa che compongono l’ articolazione del gomito e più precisamente un ritardo di crescita dell’ ulna rispetto al radio e viceversa a partire dai nuclei di ossificazione distali sarebbero fattori determinanti per l’ insorgere di UAP, FCP o per lo sviluppo anomalo dell’ incavo trocleare con conseguente INC (vedi TABELLA 1).
La predisposizione genetica è tuttavia determinante nella incidenza della patologia e soltanto la sua gravità può essere influenzata da fattori ambientali ed alimentari.
SINTOMI CLINICI
Sono sostanzialmente riconducibili a zoppia, più accentuata al trotto che al passo, che compare solitamente in maniera saltuaria tra il 4° ed il 6° mese di età. L’ animale tende a sottrarre l’ arto colpito al carico (zoppia da appoggio) e spesso si può notare una lieve deviazione laterale dell’ arto colpito con appoggio a dita divaricate. Il dolore alla palpazione può essere evocato nel distretto laterale (UAP) o mediale (FCP - OCD) del gomito interessato e può essere osservata una ectasia dei fondi ciechi sinoviali con atrofia più o meno marcata dei muscoli dell’ avambraccio a seconda della gravità della situazione e del tempo trascorso dall’ insorgenza della patologia.
Il quadro clinico diventa più evidente con il progredire della malattia e con la comparsa dei fenomeni artrosici secondari (DJD).
DIAGNOSI
La sintomatologia clinica e l’ età di insorgenza possono già dare al veterinario un indirizzo diagnostico che deve tuttavia essere confermato da supplementi di indagine più o meno invasivi a seconda delle difficoltà interpretative che di volta in volta si possono incontrare.
I radiogrammi in proiezione latero-laterale con angolo radio-omerale di 45°-60° (UAP - INC), e nelle proiezioni dorso-palmare e obliqua (FCP - OCD) sono un indispensabile punto di partenza ; sucessivamente si può ricorrere alla TAC, all’ artroscopia o all’ artrotomia esplorativa qualora i dubbi non fossero stati esaurientemente chiariti.
La precocità della diagnosi è da ritenersi fondamentale al fine di poter attuare gli adeguati interventi chirurgici (oggi con esiti sempre più incoraggianti) prima dell’ instaurarsi dei fenomeni artrosici secondari causa del perpetuarsi della zoppia.
RICERCA GENETICA
A partire dal 1991 in seguito ad un accordo tra WSAVA (World Small Animal Veterinary Associations) IEVG, FCI (Federazione Cinologica Internazionale) e Kannel Clubs si è dato inizio ad un programma di controllo della displasia del gomito proponendo uno schema di prevenzione e ricerca a livello internazionale.
La valutazione delle radiografie è effettuata in modo da raccogliere dati accessibili a ricercatori ed allevatori al fine di selezionare gli esemplari più adatti a migliorare la razza. Lo screening radiografico deve essere effettuato con metodica standardizzata a non meno di 12 mesi di età su entrambi i gomiti ; il cane deve essere opportunamente identificato e le radiografie corrispondenti corredate di giudizio devono anch’ esse essere identificate e archiviate per almeno 10 anni.
La presenza di una o più patologie primarie (UAP - FCP - OCD - INC), di sofferenza ossea (osteo sclerosi subtrocleare) o di segni più o meno evidenti di artrosi (osteofiti di dimensioni variabili da 1 a più di 5 mm.) nelle 7 posizioni ben definite dell’ articolazione sono da ritenersi gli elementi che consentono al lettore di formulare il giudizio sulla presenza o meno della patologia e sull’ eventuale livello di gravità (grado 0 - 1 - 2 - 3)
LA RICERCA IN EUROPA
In quasi tutte le nazioni Europee è stato attivato un programma di controllo della displasia del gomito con risultati incoraggianti.
Esempio molto significativo mi sembra essere quello svedese poiché in tale nazione è consuetudine assicurare i cani per le cure veterinarie. Il “rischio di razza” relativo a prestazioni veterinarie correlate a patologie del gomito è considerato doppio nelle razze Chow Chow, Rottweiler, S. Bernardo, Bovaro del Bernese rispetto a quello calcolato per il Pastore Tedesco, Golden e Labrador Retriever, pur se ritenute razze a rischio. Dai dati dell’ assicurazione si può inoltre rilevare che il maggior numero di interventi per risarcimento viene richiesto in cani di età inferiore ai due anni e che nei soggetti maschi è doppio rispetto alle femmine.
Da quando però è iniziato un programma sistematico di controllo dei riproduttori per la displasia del gomito il coefficiente di rischio di alcune razze è diminuito in quanto è diminuita in modo significativo l’ incidenza della patologia.
Nella razza BERNESE la presenza di ED nei cani nati nel 1980 era superiore al 54% ; nei cani nati nel 1995 è stata del 28%. Nei ROTTWEILERS nello stesso periodo si è passati dal 50% al 39%.
Nel PASTORE TEDESCO viene controllato solo il 50% della popolazione (per HD - displasia dell’ anca - da lungo tempo, per ED solo da 5 anni). La presenza di HD è passata dal 33% del 1976 al 20% del 1992 mentre i dati relativi alla presenza di ED non sono significativamente mutati tra il 1988 e il 1995.
Ciò dimostra che il successo sulla riduzione di HD e ED è strettamente correlato alla estensione del programma di controllo dei riproduttori e della progenie ; si ritiene altresì importante per favorire il miglioramento genetico delle razze la possibilità di accedere a registri internazionali aperti. La certificazione dei riproduttori per HD e per ED si auspica avvenga in contemporanea consci del fatto che essendo l’ indice di ereditarietà più alto per ED si potranno ottenere risultati più brillanti nel controllo di questa patologia in tempi relativamente brevi.
LA CENTRALE DI LETTURA DELLE PATOLOGIE SCHELETRICHE EREDITARIE IN ITALIA
Dal 1972 esiste in Italia una centrale di lettura diretta dal Dr. Cesare Pareschi che raccoglie, giudica e archivia tutti i radiogrammi relativi alla Displasia dell’ anca del cane.
Esiste anche una rete di circa 500 veterinari distribuiti capillarmente sul territorio nazionale che hanno frequentato uno specifico corso per uniformare le modalità di esecuzione e di interpretazione dei radiogrammi relativi a Displasia dell’ anca, Displasia del gomito e ad altre patologie scheletriche ereditarie (Spondilosi dei Molossoidi).
La centrale di lettura diretta dal Dr. Pareschi, preziosissima banca dati, detiene e custodisce l’ unico archivio nazionale in cui vengono raccolti dalla sua fondazione tutti i radiogrammi corredati dai formulari di interpretazione (entrambi debitamente punzonati per renderne certa la corrispondenza con il cane esaminato) redatti dai veterinari esecutori ; il giudizio definitivo espresso dal direttore della Centrale di Lettura e comunicato agli allevatori è allegato alla pratica.
Da ormai sette anni un programma computerizzato consente anche l’ archiviazione di tutti i dati con inserimento tramite scanner dei radiogrammi stessi ; questi ultimi possono anche essere opportunamente elaborati in maniera tale da inviare a società cinofile, allevatori e detentori degli animali fotografia ingrandita di eventuali particolari patologici determinanti per la formulazione del giudizio definitivo.
50 società specializzate di razza hanno incaricato la centrale di lettura di custodire l’ archivio e collaborano per ottenere i migliori risultati nella selezione.
Per quanto riguarda la displasia del gomito da tre anni arrivano con sempre maggiore frequenza in centrale di lettura i radiogrammi dei gomiti dei cani appartenenti alle razze geneticamente più predisposte alla patologia.
Il giudizio definitivo viene comunicato in via ufficiosa ai proprietari degli animali in quanto la richiesta di ufficializzazione deve essere formulata dai consigli direttivi delle stesse società specializzate di razze che mi auguro vogliano prendere coscienza del problema con la stessa sensibilità che hanno dimostrato molti singoli allevatori o detentori di animali.
Trattandosi di patologia genetica con indice di ereditabilità più alto rispetto alla displasia dell’ anca tanto più precoce è l’ intervento di selezione sui soggetti portatori, tanto più in tempi brevi si potranno ottenere confortanti risultati.
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1 - DEFINIZIONI
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HD
ED
IEWG
UAP
FCP
OCD
INC
DJD
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Displasia dell’ anca (HIP)
Displasia del gomito (Elbow)
International Elbow Working Group
non unione del processo anconeo dell’ ulna
frammentazione del processo coronoideo mediale dell’ ulna
osteo condrite dissecante del condilo omerale mediale
incongruenza articolare
patologia degenerativa articolar
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2 - RAZZE CANINE PIU’ COLPITE DA ED
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ROTTWEILER
BOVARO DEL BERNESE
DOUGE DE BORDEAUX
LABRADOR RETRIVIER
GOLDEN RETRIVIER
PASTORE TEDESCO
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CHOW CHOW
CANE CORSO
SAN BERNARDO
MASTINO NAPOLETANO
BESSETHOUND
BLOODHOUND
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