| Notiziario GCM 2006 |
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Displasia dell’anca :
facciamo il punto
Dott. Ferdinando Asnaghi
Medico
Veterinario
Specialista
in Patologia e Clinica Lettore uffciale HD CeLeMaSche
La
displasia dell’anca ( HD ) è rientrata negli ultimi anni nei protocolli di
esame voluti dall’ENCI e dal Ministero delle politiche agricole per alcune
razze. La lettura ufficiale FCI già eseguita da molti Club ha incominciato
comunque a dare i suoi frutti. Una prima grande scrematura ha permesso di eliminare dalla riproduzione soggetti ad alto rischio di riproducibilità HD ( non dimentichiamo che esiste una componente genetica stimata fra il 20 e il 50 % ) e ha senz’altro contribuito a migliorare lo stato di salute di molti cani. Ad oggi con l’obbligatorietà imposta dall’ENCI per alcune razze di questo esame affidandone il controllo a Centrali di lettura riconosciute ufficiali e con l’avvento dei nuovi protocolli ENCI per il cane selezionato la situazione dovrebbe ancora migliorare.
Purtroppo
l’ostacolo per conseguire ancora migliori risultati al fine di debellare o
perlomeno ben contenere la HD è dato dal fenomeno del pre screening che di
fatto limita gli studi statistici occultando soggetti displasici di alcune linee
parentali. La CeLeMaSche sta inoltre introducendo a livello sperimentale in collaborazione con l’Università di Padova lo studio del Valore Genetico Stimato che potrebbe dare notevoli incremento allo studio sulla capacità o meno di un soggetto di trasmettere la potenzialità HD ( detto in parole molto povere !! ) ; insomma potrebbe essere che un soggetto con HD di grado C trasmetta geneticamente meno potenzialità di HD in propri figli di un soggetto HD B. Per chi ne vuol sapere di più può visitare il sito http://www.celemasche.it
Detto
questo è di dovere visto che è il mio lavoro, parlare anche delle terapie
chirurgiche applicabili ai soggetti affetti da HD.
Premetto
che molti sono gli interventi che a tutt’oggi si eseguono per dare una
migliore qualità di vita ai cani displasici, ma il problema da me sentito come
cinofilo oltre che come chirurgo ortopedico
è anche l’etica degli stessi in proiezione all’allevamento del cane
di razza. In pratica è giusto e semplice eseguire
una pettinectomia per risolvere una HD iniziale con tendenza alla sublussazione
della testa del femore, il cane molto spesso ne trarrà giovamenti ma purtroppo
sarà anche molto facile occultare l’intervento. Lo stesso vale ed anzi forse
di più per altri interventi
eseguiti molto precocemente di facile esecuzione operatoria come per esempio la
sinfisiodesi pubica: probabilmente questo porterà ad un miglioramento della
funzionalità dell’articolazione dell’anca, ma quando sarà fatta la
cosiddetta Rx ufficiale nessuno saprà mai come sarebbe stato quel cane.
Altri
interventi invece quali la protesi
dell’anca o la ostectomia della testa del femore o la tettoplastica acetabolare che spesso danno una ripresa
totale del movimento lasciano segni radiografici inequivocabili.
Non
prendo volutamente in considerazione la triplice osteotomia pelvica in quanto la
considero personalmente una tecnica chirurgica estremamente demolitiva ed
invasiva e soprattutto eseguita in cani di giovane età dove l’evoluzione
della malattia potrebbe avere imprevisti risvolti come mi hanno insegnati tanti
anni di professione svolta nella ricerca dell’HD.
Insomma
si hanno molti strumenti per far “camminare” cani displasici sull’anca, ma
io penso che bisogna sempre applicare le tecniche chirurgiche con buonsenso.
Personalmente
ogni volta che eseguo uno di questi interventi ragguaglio il proprietario
convincendolo a non far riprodurre il soggetto in questione e cerco di segnalare
all’ENCI l’avvenuto intervento.
Il
resto purtroppo ad oggi è lasciato alla coscienza di ognuno di noi:
ricordiamoci comunque che barare con se stessi ha delle conseguenze che saranno
tangibili dopo qualche tempo e ci procureranno un sacco di guai. |